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Passare al web design. Il duro passo per un grafico molto creativo e molto poco tecnico
Quando mi sono avvicinata al web design, dal mondo della grafica cartacea, ho dovuto lottare per capire come mai, i miei bellissimi progetti comandavano sulla mia volontà. Ebbene si, progettare un sito web, per chi si avvicina a questo mondo dalla grafica cartacea può non essere così intuitivo come sembra.
Smanettando un pò con Adobe Dreamweaver, leggendo la guida ufficiale, studiando guide qua e la, e frequentando il corso, continuavo ad aprirlo e ad instaurare con lui delle vere e proprie lotte a due. Oggi non ho ancora capito perchè, quando fai un corso certe cose non te le dicono, e soprattutto neanche si trovano nel web (ma che è un segreto di stato? una caccia al tesoro? una prova per vedere se sei all’altezza di fare web design? come mai le danno tutti per scontate?). Io e lui, una sfida che per anni non aveva ne vinti ne vincitori. Per chi ha avuto modo di assistere alle nostre lotte, deve essersi fatto un sacco di risate. Per me era inconcepibile, pensavo una grafica, dal punto di vista creativo, e non riuscivo a rappresentarla sul web in tutto il suo splendore. Io che potevo muovere come e dove volevo gli elementi di un biglietto da visita, di una brochure, di un catalogo, per ore tentavo di posizionare gli elementi all’interno del campo visivo, e … non ci riuscivo!
Iniziavo armata di buonissime intenzioni, facevo il mio progettino, importavo le cose da Adobe Photoshop o da altri programmi di grafica, come Adobe Illustrator, e poi il risultato… non era mai quello sperato. Ho sempre cambiato colori, immagini, spostato gli elementi con velocità creativa inverosimile, così come la mia mente faceva viaggiare gli oggetti,… e proprio nel web, non avevo potere decisionale!
Mi trovavo in un momento della mia carriera in cui, qualsiasi buon grafico che si rispetti, doveva quantomeno sapersi muovere anche nella progettazione di un sito web… perchè un cliente, va accompagnato in tutto. Eppure, non riuscivo a capire e per la prima volta, potevo comprendere il significato di quando “una macchina prende il sopravvento sulla mente”. Non potevo esprimermi.
La mia libertà di espressione finiva quando aprivo il programma. Mettevo gli elementi pagina in un dato posto, e poi nelle anteprima, li ritrovavo altrove. Una grafica specializzata nel cartaceo con molti anni alle spalle, alle prese con un software che va per fatti suoi, è quanto di più deprimente può accadere , perchè si va incontro alla limitazione dell’estro.
Ci ho messo anni a liberarmi del fantasma del software, e ora che ci sono riuscita, voglio condividere con voi (spero di non essere l’unica grafica cartacea al mondo che sia passata ad affrontare un simile problema, al suo ingresso nel web), come ho fatto.
Oggi sono comunque qui a sottolineare quanto in giro per la rete non si trovino guide che parlano effettivamente di come si usa uno strumento come Adobe Dreamweaver, o meglio ce ne sono tantissime, ma tutte dal punto di vista tecnico, e non c’è niente che spiega il suo utilizzo con l’ausilio e la collaborazione di programmi prettamente grafici come Adobe Photoshop o altri.
Innanzitutto, il primo bagliore della fine del mio tunnel, l’ho intravisto quando ho sentito parlare di css… ma comunque parliamo di un argomento molto tecnico e molto poco “estroso”.
Questo termine poco creativo e molto tecnico, è stato l’inizio della fine della mia lotta. Tramite i css ho iniziato finalmente a vedere le cose al loro posto, ma ancora non ero contenta del risultato, perchè comunque per un vero grafico, andare a smanettare nel codice di programmazione è quanto di più anticreativo possa esistere, però è già stato un grande passo. Per noi, è inconcepibile pensare di creare un progetto visivo senza guardare quello che facciamo. L’altro passo e sicuramente il mio salto di qualità di più grande, è stato quello di iniziare ad utilizzare Adobe Photoshop per fare pagine web. Finora l’avevo sempre usato per lavorare con le fotografie, le scritte elaborate, le testate e cosine varie, ma mai per il web.
Così la mia avventura è iniziata, scoprendo un semplice strumento di cui non mi ero mai chiesta la ragione d’esistere, ma che era sempre stato li!
Ho iniziato a progettare le pagine web, con libertà assoluta, facendo poi i tagli adeguati con lo strumento adatto, e ho scoperto il piacere di fare web. Il web non era più una limitazione per me. Affiancata dall’efficienza del mio collega, e compagno Andrea Corrieri (che si occupa della parte tecnica che io ancora tutt’oggi odio e che credo odierò per sempre), che nel frattempo negli anni si era anche fatto un sacco di risate a guardarmi, smollo a lui tutta la parte di programmazione e mi diverto finalmente nella progettazione dei siti web come voglio io. E’ vero, non tutti hanno la possibilità di passarla a qualcuno, però vi assicuro che quando lui non c’è, io con il matrimonio “photoshop – dreamweaver” posso tranquillamente farlo da sola.
Se a qualcuno interessa e si sta addentrando ora in questo mondo dal cartaceo, può mandarmi una email e federica@ormegrafiche.it e ne parleremo in diretta via blog. Vi assicuro che la vostra battaglia può avere voi come vincitori!
Realizzare pagine web utili e funzionali.
Voglio scrivere due righe su questa cosa, perchè ogni volta che un cliente mi chiede informazioni sulla realizzazione di un sito web, io devo rispiegare il mio punto di vista. Lo faccio con piacere, ma per una volta ho deciso di metterlo a disposizione di tutte quelle persone che sono a digiuno dell’argomento.
In rete si possono incontrare siti di ogni tipo, organizzazione e contenuti. Le agenzie e gli studi grafici che si occupano della realizzazione di siti dinamici o meno, vanno scelte con un certo criterio ben preciso.
Purtroppo il parametro del gusto grafico non è l’unico da prendere in considerazione. Moltissimi designer fanno dei siti spettacolari, ma quello che realmente deve essere preso in considerazione è la struttura delle pagine. Spesso sono gli elementi invisibili che fanno di una pagina web un vero strumento di comunicazione e interazione.
La mia maturazione sotto questo punto di vista, si è evoluta in diversi anni in cui faccio questo lavoro. Non appena preso il diploma all’Istituto Europeo di Design ovviamente, ero molto attenta alla progettazione, all’immagine all’apparenza. Adesso, nonostante io abbia conservato parte di questo bagaglio, ho portato la mia attenzione anche sul “dietro le quinte”. Nel fare un sito bisogna fare moltissima attenzione all’uso delle parole chiave, al rispetto di quelle regole “non scritte” (ma anche qualcuna scritta) che permettono ad un sito di essere concorrenziale nei motori di ricerca.
Tra tutti i motori di ricerca, google è senz’altro il primo al mondo, in assoluto. Un mondo parallelo, pieno di possibilità. Un contenitore direi infinito di informazioni, vetrine, siti web, notizie. Per quanto riguarda la funzionalità di un sito… vorrei farvi notare, l’altissima funzionalità di google in rapporto alla grafica minima che presenta la sua home page. Secondo me è sensazionale.

Nonostante stiamo parlando di una pagina bianca con un logo e una casellina per mettere la nostra chiave di ricerca, Google ottiene con la semplice collocazione di un marchio al centro della pagina, una personalità fortissima. Un impatto reso grazie al design del logo e alla popolarità del sito. Un logo multicolore, una semplice scritta, con un carattere comunissimo. Io ho la sensazione della mondialità guardando il logo di Google… pensate quanto è forte la loro immagine.
Questo è un semplice esempio per farvi capire qual’è la differenza tra un sito funzionale e uno no. Un sito deve essere un raccoglitore di informazioni, e in quanto tale, deve essere utile all’utente. Non solo bello. Non ricco di lampi fuochi fulmini e roba psichedelica dai lampeggianti al quanto stucchevoli. Se un utente capita nel vostro sito aziendale di vendita all’ingrosso di pentole, e trova tutte pentole che volano da una parte all’altra dello schermo e poi due righe di testo, quanto pensate si possa fermare ad osservare il sito? ve lo dico io poco…
E uno degli elementi importanti di cui tiene presente google, è proprio la permanenza di un utente nelle pagine. Più un utente si sofferma a leggere, più lo naviga, più è interessante. Quindi viene da se che l’importanza di un sito, è dettata dai contenuti. La grafica e la veste è un contorno che possono abbellire, migliorare e rendere più gradevoli le pagine, ma rappresentano elementi che non possono da soli essere fondamentali nella riuscita o meno di un progetto web, mentre … ahimè.. da designer, devo ammettere che un sito può avere milioni di visite anche grazie solo all’importanza dei suoi contenuti. Ai testi, all’utilità che il fruitore ha stando nel sito…
Viene da se che un sito “non utile” ma “bello” non ha ragione di esistere, ne per google, ne per l’utente, perchè non può essere interessante per nessuno che realmente ha bisogno di cercare qualcosa…
Tornando a noi, io sono giornalmente stupita, dalla potenza di questo motore di ricerca. Ogni giorno quotidianamente accendo il mio pc, con il mio caffè davanti… ed una delle prime cose a cui penso, quando inizio a lavorare, è proprio quanto è potente questo google. Un’immenso patrimonio mondiale racchiuso in una casella di ricerca. Ma soprattutto penso… a quanto sia importante google per il mio lavoro. Per il mio sitino. A quanto lavoro mi porta. Indirettamente, comodamente, anche mentre la domenica sono al mare posso ricevere una richiesta di preventivo o trovare sulla mia posta una email di qualcuno che ha visitato il mio sito e…
E’ chiaro che,… quando si progetta un sito, bisogna portare mille attenzioni ai contenuti del sito stesso e alla scelta di ogni elemento, sulla base di quello che chiede il mercato. E quello che chiede il mercato… si vede da google. E’ chiaro, che un sito che non è presente su google, non ha ragione di esistere…
Io fossi in voi, se ancora non avete dato una controllata al vostro sito ultra mega spaziale, correrei ad aprire e a digitare qualche parola a caso….
buona fortuna… che Google sia con voi!



