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La classificazione dei caratteri
I caratteri vengono uniti in gruppi in base a delle similitudini. Sfogliando il libro “I caratteri del XX secolo l’evoluzione del lettering dall’espressionismo ad oggi” di Lewis Blackwell, che consiglio a tutti gli appassionati sull’argomento, ho trovato, una classificazione, un bellissimo glossario sui termini utilizzati nel campo del lettering, e molte immagini a dir poco bellissime. Il mio lavoro è volto per lo più ad un discorso visivo, e vi invito ad esercitarvi, cercando altri caratteri e displocarli nel gruppo giusto confrontando le similitudini. Intanto, ecco la classificazione dei caratteri: Le immagini sono prese dal sito Linotype. Per i caratteri ho messo il link che rimanda alla storia del carattere. Io adoro per esempio guardare le applicazioni nei manifesti d’epoca, e facendo una breve ricerchina su internet è possibile, una volta scelto il carattere, vedere un sacco di bellissimi manifesti. Dalle palette coloratissime e veramente espressivi. E’ cambiato purtroppo il metodo di scelta negli anni, e oggi non si costruisce più la grafica intorno al lettering. La scelta del carattere era un particolare determinante, e fortemente significativa nel contesto, mentre oggi purtroppo, grazie ad una infinita gamma di caratteri (non tutti creati con cognizione), questo tipo di selezione non è più attenta come un tempo e i caratteri di un lavoro si cambiano casualmente con un banale tasto del computer. A mio parere, è necessario continuare a fare una scelta a monte. Scegliere in base al tipo di lavoro il tipo di carattere adatto (con le grazie, a bastoni, pesante, leggero… ) prima ancora di iniziare, e quindi ridurre il numero di caratteri possibili sulla base di una scelta logica e di design.
UMANISTICO:
Gruppo di caratteri ispirato al primo stile romano, in particolare all’opera di Nicolas Henson (1420 – 1480), uno stampatore francese che si basava nella progettazione dei caratteri sulla scrittura umanistica dei manoscritti del Quattrocento, in contrapposizione di quella usata da Gutenberg per la prima stampa con caratteri mobili intorno al 1450.
Alcuni caratteri di questo gruppo: Horley Old Syle, Jenson -Eusebius, Cloister, Kennerley.
ROMANO ANTICO:
I primi esempi di romano antico vennero forniti dallo stampatore Aldo Manuzio (1450 – 1515) e dal punzonista Francesco Griffo. La sua caratteristica principale è il contrasto tra pieni e filetti, che sono più marcati.
Alcuni caratteri di questo gruppo: Sabon, Garamond, Bembo, Times New Roman, Plantin, Palatino, Caslon Old Face
TRANSIZIONALE:
Sono caratteri che indicano la transizione tra lo stile Romano Antico e il “Romano Moderno”, che si è verificata alla fine del settecento.
Alcuni caratteri di questo gruppo: Baskerville, Caslon, Fournier, Perpetua
ROMANO MODERNO:
Le sue caratteristiche rispecchiano lo stile tipico di Gambattista Bodoni, che trasse ispirazione dai caratteri francesi di Fournier e di Didot, anche se raffinandoli.
Alcuni caratteri di questo gruppo: Bauer Bodoni, Bodoni, Torino, Walbaum
NUOVO TRANSIZIONALE:
Questa categoria contiene caratteri con le grazie che hanno una combinazione ibrida e complessa di caratteristiche che non rientrano negli altri gruppi.
Alcuni caratteri di questo gruppo: Bookman, Century Schoolbook, Cheltenham
EGIZIANO:
Contiene caratteri con le grazie squadrate con o senza raccordi.
Alcuni caratteri di questo gruppo: Clarendon, Memphis, Serifa, Calvert
LINEARE A. GROTTESCO:
I primi caratteri senza grazie si iniziano a vedere nei cataloghi, intorno all’inizio dell’Ottocento. Lettere massicce inizialmente solo in maiuscolo. Erano caratteri in legno creati solo per il grande formato. All’inizio del Novecento però, grazie alle necessità della stampa pubblicitaria, si vide un ritorno verso questo stile.
Alcuni caratteri di questo gruppo: Franklin Gothic, News Gothic, Trade Gothic
LINEARE B. NEO-GROTTESCO:
I suoi caratteri sono somiglianti a quelli del gruppo precedente, ma lo spessore delle aste è meno forte, le lettere sembrano più disegnate e meno legate alla grafia della penna.
Alcuni caratteri di questo gruppo: Akzidenz Grotesk, Folio, Helvetica, Univers
LINEARE C. GEOMETRICO:
Gruppo di caratteri senza grazie con forme geometriche elementari e spessore delle aste costante.
Alcuni caratteri di questo gruppo: Futura, kabel, Eurostile, Avant Garde
LINEARE D. UMANISTICO:
Gruppo di caratteri che non riprendono i precedenti bastoni lineari Ottocenteschi, ma si rifanno all’epigrafia romana e si ispirano alla scrittura minuscola umanistica e a quella romana antica. Spessore delle aste variabile.
Alcuni caratteri di questo gruppo: Gill Sans, Optima, Goudy Sans, Rotis Sans Serif
LAPIDARIO:
Caratteri che non imitano la calligrafia, ma sembrano incisi nel marmo. E’ ispirato spesso alle iscrizioni lapidarie romane. Hanno spesso grazie grandi, nitide, triangolari.
Alcuni caratteri di questo gruppo: Albertus, Friz Quadrata, Trajan, Amerigo
CALLIGRAFICO:
Un gruppo molto ampio accomunato dalla convinzione che il disegno dei caratteri derivi dalla scrittura a mano.
Alcuni caratteri di questo gruppo: Snell Roundhand, Shelley Andante, Coronet, Mistral
GOTICO:
Oggi i caratteri gotici, vengono considerati alla stregua di un disegno decorato, eccessivamente stilizzato e pressocché illeggibile, utilizzabile solo nelle testate di giornali che vogliono ricordare gloriose tradizioni. Anche se negli ultimi tempi c’è stata una rinascita.
Alcuni caratteri di questo gruppo: Fette Fraktur, Goudy Text, Wittenberger Fraktur, Wilhelm Klingspor
DECORATIVO:
Un gruppo molto vago che racchiude caratteri molto diversi tra loro, che non si riferiscono ad alcuna tradizione storica o tecnica produttiva, ma si distunguono per essere dei tentativi espressivi delle culture visive che li hanno prodotti.
Alcuni caratteri di questo gruppo: Broadway, Arnold Bocklin, Cooper Black, Copperplate Gothic
CONTEMPORANEO:
Tutti i caratteri disegnati in questi ultimi anni sono molto difficili da catalogare, perchè sono molto variabili e mettono a dura prova questo tipo di classificazione che finora è andata bene. I gruppi finora elencati appartengono fino a caratteri creati intorno agli anni ottanta, dopo l’avvento del computer e del digitale, c’è stato un aumento esponenziale della progettazione di font data dalla facilità di utilizzo dei mezzi che permettono di creare font, trasformando questo “mestiere” e rendendolo alla portata di tanti e quindi sono talmente tanti che rimane difficile dargli un’impronta storica o geografica. Alcuni caratteri appartenenti a questo gruppo: Blur, Beowolf, Trixie, Exocet… Spero di esservi stata utile, ringrazio per questo articolo il libro citato all’inizio e il sito della linotype, sempre molto utile, che contiene un database inimmaginabile per gli appassionati di lettering.
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Regole e design. Amore e odio
Nel design, l’asimmetria è più bella della simmetria. Questo sostengono tantissimi grafici, dipende dal tipo di lavoro ovviamente, ma in entrambi i casi, bisogna avere una conoscenza approfondita delle nozioni e delle regole che sono state scritte nel corso degli anni. Per violare le regole bisogna conoscerle. Per osare, bisogna usare la testa. Le regole, le insegnano a scuola. Ma è anche vero che in tutte le scuole di design, i percorsi sono due. Prima si costruiscono regole e nozioni, poi ti insegnano a non rispettarle, a dare voce alla creatività, ad esprimerti liberamente. Se non si conoscono le regole, si rischia di ottenere spiacevoli risultati, frutto dell’ignoranza. Purtroppo, nel web più che mai, si possono facilmente individuare lavori frutto dell’improvvisazione. Il carattere, la scelta della font, è fondamentale. E un blocco di testo, una testata, una headline deve avere la stessa importanza di una immagine. La proporzione degli spazi, vuoti e pieni, non la fa il righello, la fanno i tuoi occhi. Quando si riempie un campo visivo, ci si deve basare su ciò che vedono i nostri occhi. La distribuzione degli elementi nello spazio, i vuoti i pieni, i colori, i toni, devono essere misurati in relazione ai nostri stimoli visivi.
“l’obiettivo è far si che l’aspetto e l’organizzazione dei contenuti consentano agli osservatori di comprendere non tanto ciò che vedono ma ciò che l’atto di vedere significa per loro. la “forma” consiste di figure, linee, texture, parole e immagini. La forma scelta o realizzata, qualunque sia il suo scopo, deve essere valutata con la massima attenzione in quanto, indipendentemente dal suo grado di astrattezza o dalla sua semplicità, comunica un significato. Il cervello umano identifica gli oggetti in base alla loro forma; in questo senso la forma è un messaggio. …. “.Timothy Samara
Quando la creatività si esprime con il lettering
Ho provato a segnalare questo stupendo sito nella mia pagina fan di facebook, ma ho nutrito poco successo. Non ci sto. Se c’è qualcuno di veramente creativo che mi segue, deve apprezzare questo grafico, che a mio parere, trasforma in arte quelle che per qualcuno possono essere solo scritte.
Il suo nome è John Langdon, ed è specializzato nella rappresentazione visiva delle parole. Dire che gioca con le lettere è dire poco. Ha realizzato moltissimi “ambigrams” come potete vedere dall’immagine qui al lato. Se vi state chiedendo cosa sono, basta girare il monitor del vostro pc sotto sopra e vi renderete conto che le parole si leggono in entrambi i versi. Oppure una via più semplice è quella di andare a visitare il sito dell’artista John Langdon
A mio parere, la sua creatività comunque non si ferma qui. Ho provato tantissime emozioni e sensazioni a visitare e guardare con attenzione i suoi loghi. Anche nelle rappresentazioni visive, sa districarsi con spiccata creatività.
Le sue influenze più forti le ha ricevute da Salvador Dali, dai cubisti, da MC Escher, René Magritte, gli artisti psychedelic poster (in particolare Rick Griffin) e Herb Lubalin. Anche diversi scrittori possono vantare della sua ispirazion, tra i quali: Edgar Allan Poe, Ogden Nash, John Barth, e Tom Robbins.

Non posso, visto che vi ho introdotto anche la spiccata creatività per la realizzazione di loghi, marchi e concetti visivi, non mostrarvi una delle sue creazioni secondo me più potenti. Basta guardare questo logo “duca” e osservare il gioco di lettering. Una plateale dimostrazione che la semplicità è sempre vincente e che la creatività non è legata alla difficoltà del segno. Qui c’è un lavoro di forte caratterizzazione e uno studio elevato del segno. Vi invito, se siete grafici, a guardare il suo sito, e ad ammirare i suoi lavori.
Buon lavoro
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